Assistenza per condizioni croniche

A chi è rivolta?

Al paziente che soffre di una condizione cronica (ad esempio diabete, cardiopatia, handicap motori, neurologici, obesità, patologie gastro-intestinali, handicap sensoriali quali cecità o sordità, cancro, malati terminali, alzheimer). E’ quindi in una condizione stabile di salute ma più fragile, a rischio di aggravamento e dipendente da cure e assistenza quotidiane. L’assistenza sul lungo periodo ha come obiettivo quello di coordinare tutte le pratiche sanitarie periodiche legate alle condizioni di salute e ai problemi ormai cronicizzati.

Quali sono i bisogni del paziente?

– Il paziente vuole continuare le cure a casa propria, in serenità, tra le sue cose e i suoi affetti, senza sentirsi sempre medicalizzato, ospedalizzato.-

Il paziente ha bisogno di coordinamento sanitario costante poiché la condizione non è mai solo una singola malattia da curare ma è caratterizzata da molteplici fattori che impattano sulla vita quotidiana di tutti, riducono il benessere (anche psichico e sociale), sommandosi quindi in un quadro complesso. In questi casi la famiglia può essere coinvolta quanto il paziente.

L’infermiere diventa il gestore del caso clinico assistenziale garantendo una rivalutazione costante di tutto ciò che riguarda la salute e il benessere del paziente:

  • lo stile di vita, nutrizione, alimentazione, attività fisica,
  • ambiente
  • relazioni e comunicazione con gli altri (famiglia, parenti, lavoro, counseling)
  • relazioni con gli altri professionisti della salute
  • relazioni con altri tipi di assistenza

In cosa consiste l’assistenza infermieristica sul lungo periodo?

L’infermiere di famiglia provvederà quindi a seguire il caso a domicilio, passo passo, partendo da una valutazione complessiva e accurata della storia di salute passata e presente del paziente confrontandosi innanzitutto col medico curante e con gli specialisti coinvolti e progettando un piano assistenziale basato sulle più recenti linee guida scientifiche.

L’assistenza vuole dare una svolta al caso dove possibile: non solo come mantenimento della condizione di stabilità e prevenzione delle ricadute ma mirando al miglioramento dello stile di vita quotidiano, alla rieducazione, se necessario, dei comportamenti per massimizzare il benessere e dare massima autonomia e dignità al caso.

L’infermiere provvede a raccogliere i dati e a organizzarli semplificandoli e rendendoli comprensibili da tutti gli interessati. Provvede inoltre ad aggiornarli costantemente e renderli eventualmente disponibili a distanza con i moderni sistemi di tele assistenza. L’infermiere riesce quindi a rendere più facile la pianificazione delle attività quotidiane e future, al fine di dare un senso chiaro degli impegni sul fronte riabilitativo, clinico, assistenziale, etc e delle possibilità di interazione e collaborazione del paziente.

L’infermiere, in consulenza con tutti i professionisti che servono, studia inoltre le condizioni di salute di tutta la famiglia per prevenire complicanze future o scongiurare condizioni ereditarie.

Perché l’infermiere di famiglia?

Dubbi, scelte difficili, attese e perdite di tempo comunemente abbassano il tenore di vita dei coinvolti. La condizione è clinicamente irreversibile e comunque impegnativa da gestire senza essere esperti e aggiornati su tutte le possibilità disponibili per migliorare la salute globale o il benessere complessivo, che non è solo assenza di malattia.

L’infermiere di famiglia, infermiere di riferimento, diventa il gestore del caso a lungo termine, pianificando assieme il miglior piano assistenziale e rivalutandolo per ogni obiettivo raggiunto. Migliorare e facilitare la gestione in modo esperto di una condizione cronica riduce lo stress, gli effetti collaterali, gli aggravamenti, le perdite di tempo di tutti i coinvolti.

COUNSELLING = CONSIGLIARE ma consiglio ESPERTO = supporto ad infividui con problematiche di varia natura (problemi relazionali, lavorativi, malattie croniche) per superare le difficoltà di adattamento su specifiche tensioni e sviluppare le capacità di reazione. Trovare una strategia con l’esperto (non accordare una soluzione) che rende possibili le scelte/modifiche (non solo suggerirle). Prendere decisioni per, migliorare le relazioni interpersonali circoscrittamente ai problemi

Casi tipici

PAZIENTE CON HANDICAP MOTORIO

Paziente allettato, paziente mutilato, paziente paraplegico o tetraplegico

PAZIENTE CON MALATTIA METABOLICA

Diabete, obesità, morbo di Crohn

PAZIENTE CON MALATTIA INFETTIVA

Epatite, HIV, colonizzazioni gastro intestinali, rischio di contagio

PAZIENTE CON MALATTIA NEUROLOGICA

Parkinson, Alzheimer, Demenza, post ictus

PAZIENTE CON ESITI POST OPERATORI

Stomie, cateterismo, ulcere cutanee, terapia cronica

PAZIENTE CON AUTONOMIA RIDOTTA

Non autosufficiente nella gestione dei bisogni quotidiani